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Progetto di sistemazione della
Frana di Antognola
S.S. 665 "Massese"
Provincia di Parma
Studio
e progetto eseguito in collaborazione con
Dr.
Geol. Francesco Cerutti
Dr.
Ing. Gian Carlo Cerutti
Dr.
Ing. Antonio Pivetta

La situazione prima
dell'intervento
In questa
località la sede stradale presenta un evidente abbassamento di gran parte del
piano viabile, con la formazione di fessure di notevole entità, per un tratto
di lunghezza pari a circa 130 m, in corrispondenza della progressiva 38+000
della SS 665. Dalle testimonianze raccolte in luogo, si è appurato che il
fenomeno è in atto fin dall’epoca di costruzione della strada e che i
provvedimenti di sistemazione finora adottati, consistenti essenzialmente in
continue ricariche delle parti abbassate, non hanno attenuato il fenomeno.
L'assetto geologico-idrogeologico
Lo studio geologico ha
evidenziato la presenza di una superficie di scorrimento al contatto tra i
depositi detritici superficiali e la sottostante roccia in posto costituita
da delle
torbiditi calcareo-marnose di colore grigio, in strati spessi e molto spessi e
in banchi, a base calcarenitica, separati da interstrati pelitici
grigio-nerastri, appartenenti al Flysch di Monte Caio (Cretaceo sup.-Paleocene).
I
terreni detritici ospitano una falda freatica, che in occasione degli eventi
piovosi più intensi satura quasi completamente anche il rilevato stradale.
Carta geologica dell'area in studio

Sezione litostratimetrica in asse alla
frana
Il dissesto
al km 38+000 è da attribuire essenzialmente a 2 fattori:
·
Le scadenti caratteristiche meccaniche dei terreni costituenti il
rilevato e del sottostante livello detritico, su cui è impostato il rilevato
stesso.
·
La particolare situazione idrogeologica, caratterizzata dalla
presenza di una falda con livelli prossimi al p.c. che oltre ad appesantire la
massa in potenziale movimento (aumento degli sforzi tangenziali che agiscono
lungo la superficie di scorrimento) incrementa le pressioni interstiziali e
conseguentemente diminuisce la resistenza al taglio.
Proposta progettuale
Lo scopo
del progetto era sostanzialmente:
-
ridurre le pressioni
interstiziali
-
consolidare il terreno
detensionato
-
ridare alla strada la
larghezza di progetto
-
ampliare la curva
la soluzione progettuale ha
previsto:
-
consolidamento
colonnare mediante jet grouting
-
dreni orizzontali
Nell’intervento relativo al dissesto in località
Antognola, si è riscontrata la necessità di associare alle opere di drenaggio
un consolidamento del rilevato stradale, in quanto si è accertato, nel corso
delle campagna geognostica, che esso è costituito, in gran parte, da materiale
con caratteristiche meccaniche particolarmente scadenti.
Il progetto ha previsto pertanto, per un tratto di circa
90,0 m, l’esecuzione di 248 colonne di terreno consolidato con metodo “Jetting”,
del diametro minimo di 600 mm, intestate al di sotto dello strato detritico
eluvio-colluviale, con lunghezza media pari a 8,0 m, disposte a quinconce con
interasse di 2,50mx2,80m.
Per il drenaggio delle acque che destabilizzano il
rilevato, da una trincea ricavata alla base della scarpata di valle, a una quota
compresa tra m 3,00 e m 5,50 sotto il piano viabile, sono stati previsti, per un
tratto di 130 m, dei dreni tubolari sub-orizzontali. Detti dreni, disposti
parallelamente con un’equidistanza di 1,40 m, lunghi 19,0
m, sono estesi esclusivamente sotto la sede viaria, per non indurre cedimenti
dei terreni d’imposta degli edifici ubicati a monte.
L’acqua captata viene con un sistema drenante e di
allontanamento fino al fosso di guardia della strada di Selvapiana,
opportunamente risezionato fino alla sua immissione nel rio della Bazana,
affluente di destra del torrente Parmossa.
Per la raccolta delle acque a monte è stata prevista la
realizzazione di una cunetta alla francese, larga cm 50, con relativo pozzetto
da cui partirà una tubo autoportante, che consentirà l’attraversamento del
corpo stradale.

La realizzazione del
progetto
-
consolidamento
colonnare mediante jet grouting
-
dreni orizzontali

Verifica delle colonne di prova
Fase di realizzazione dei dreni orizzontali

Dreno orizzontale trivellato con tubo
microfessurato in PVC
diam 150 mm e calza in geotessuto
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