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Il seguente progetto, redatto dal Settore Tecnico del Servizio
Viabilità Mobilità e Trasporti della Provincia di Parma, è relativo ai lavori di
sistemazione di un dissesto che, a seguito di eventi meteorici intensi, ha
coinvolto la viabilità provinciale lungo la strada n°15 Calestano-Berceto, in
più riprese dall’ottobre al dicembre 2005.
Dal punto di vista geologico, il sito in esame -
posto in destra orografica del T.Baganza - è interessato
dall’affioramento della formazione nota come “Flysch di
Monte Sporno”.
La Riva dei Preti è caratterizzata da una parete molto acclive
(70° – 80°) alta mediamente 60 m, interessata da alcune faglie e da diffusi
giunti di disturbo tettonico. La parte corticale
dell’ammasso roccioso, allo stato è molto rilassata, e suddivisa in blocchi di
dimensione compresa tra pochi decimetri e alcuni metri cubi.

Carta geologico-morfologica
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Per quanto concerne la storia dei dissesti
recenti si segnala che un primo crollo si è verificato nell’ottobre 2005, ed ha
comportato il blocco del traffico per un periodo di circa 15 giorni, fintanto
che con un intervento di somma urgenza i massi sono stati rimossi e si è
provveduto ad installare alcune reti armate.
Nel dicembre 2005 tuttavia, in un periodo di gelo ed intense
precipitazioni, anche nevose, si è avuto un secondo crollo, con caduta di massi
anche plurimetrici.

Crollo del Dicembre 2005
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A seguito di questo crollo è stato effettuato un accurato
rilievo geologico strutturale dell’area, che ha evidenziato la presenza di
sistemi di fratturazione tali da rendere necessari interventi di disgaggio mediante
esplosivi, visto che le masse instabili erano dell’ordine di circa 4.000 mc.
La
bonifica è stata realizzata con 3 successive volate esplosive effettuate il
27/02/2006, il 14/03/2006 ed il 30/03/2006.

Volata
esplosiva del 14/03/2006
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La
volate sono state intervallate da interventi di disgaggio e rimozione del
materiale franato. Al termine delle operazioni di
disgaggio sono stati montati circa 900 mq di rete semplice ed è stata installata
una barriera paramassi nel punto a maggior criticità.

Barriera paramassi posizionata nel punto di maggior pericolo di
caduta massi
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Versante di Riva dei Preti al termine
dei lavori di somma urgenza
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Il progetto qui presentato ha previsto l'intervento su 5 aree distinte
(rispettivamente indicate con le lettere "A","B","C","D" ed "E"),
caratterizzate da diverse priorità di messa in sicurezza.
Per preparare il
versante alla messa in opera dei suddetti interventi è stata pianificata una
fase di demolizione, disgaggio e regolarizzazione dello stesso.
Oltre agli interventi di versante, in fase progettuale si è
prevista anche la sistemazione della viabilità stradale danneggiata dalle
successive frane di crollo verificatesi.
Il progetto è inoltre completato con due piccoli interventi in località Armorano
e Castello di Ravarano, in cui la strada presenta altri dissesti che necessitano
di interventi urgenti.

Prospetto degli interventi di progetto
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L’area A corrisponde al costone roccioso situato sul fronte destro
(Vedi prospetto).
Su tale area è stata prevista la realizzazione di una
protezione attiva di versante realizzata mediante
ricopertura con rete metallica a doppia torsione, con maglia esagonale di
dimensioni massime 8 x 10 cm, tessuta con trafilato di
ferro a forte zincatura avente diametro
pari a 3.0 mm.
La rete metallica, ripiegata su se stessa per almeno 40 cm, è
sostenuta in sommità da una fune a trefoli di acciaio zincato avente diametro
opportuno fissata a ancoraggi intermedi. Le cuciture in corrispondenza della
sovrapposizione fra i teli di rete vengono effettuate ogni 20 - 30 cm con maglie
in filo di acciaio zincato di diametro non inferiore a quello della rete
metallica. Il bordo inferiore della rete viene rinforzato
con una fune di acciaio zincato di diametro opportuno cucita alla rete, fissata
alla parete, attraverso chiodature realizzate con barre di acciaio di diametro
minimo 20.0 mm eseguite in corrispondenza delle giunzioni dei teli;
è inoltre stato previsto l'impiego di appositi morsetti e
cavetti di acciaio in modo da poter sempre consentire lo spurgo dei detriti
eventualmente accumulatisi.
Il fissaggio della rete alla parete è assicurato dalla messa in
opera di piastre in acciaio 20x20 cm fissate su barre in acciaio ad
aderenza migliorata del tipo FeB44k del diametro minimo di mm 30, e di lunghezza
non inferiore a 3.00 m, fissate alle perforazioni
mediante malta di cemento.

Particolari interventi area "A"
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L'intervento è analogo a quello già esposto al punto
precedente, ma differisce da quest'ultimo per il fatto che in
questo caso la rete metallica a maglia esagonale sarà
rinforzata mediante l’inserimento di una chiodatura in barre di acciaio ad
aderenza migliorata del tipo FeB44k, diametro fmin 30.0 mm e profondità 3 m,
filettate in testa e dotate di golfaro per consentire il passaggio delle funi
del reticolo di rinforzo. Ciascuna barra è attrezzata
con opportuni distanziatori in modo da permettere il corretto posizionamento
della barra all’interno del foro. La maglia prevista per il reticolo di funi di
rinforzo e’ di 3 x 3 m e le funi impiegate sono in
acciaio zincato ad anima metallica di diametro minimo
12.0 mm disposte sulle diagonali del pannello e passanti
nei golfari passafune. Tale intervento è stato inoltre previsto
anche per le zone "C" ed "E".

Particolari interventi zone "B","C"
ed "E"
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Tale zona risulta quella a maggiore estensione.
Oltre al consolidamento - del tutto analogo a quello descritto nel paragrafo
precedente - con rete a doppia torsione armata con reticolo di funi di rinforzo
3x3, in questa zona si è reso necessario
prevedere la posa di chiodature puntuali per legare dei
massi di grosse volumetrie che nel caso di dislocazione non
avrebbero potuto essere
trattenute dalla rete semplice.
L’are D è quella che maggiormente differisce dalle altre, in quanto è la zona di
distacco della frana che ha interessato la viabilità sottostante.
Prima che fossero posti in opera gli interventi di progetto, la
massa rocciosa residua della vecchia frana si trovava in una condizione di
equilibrio precario, con particolare riguardo alla vulnerabilità
rispetto allo sviluppo di sollecitazioni esterne come quelle sismiche.
A tale proposito si è reso necessario
prevedere un importante consolidamento corticale.
Gli interventi previsti e progettati consistono nella messa in
opera di pannelli di fune di acciaio 3.0mx3.0m con annessa rete metallica a
doppia torsione in filo zincato, nella realizzazione di 4 dreni sub-orizzontali
profondi 12m ed in 2 allineamenti di tiranti costituiti da barre Dywidag
unite in testata da cordolature di ripartizione in C.A.
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Particolari interventi area "D":
pannelli di fune metallica
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
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Particolari interventi area "D":
tirantature e cordoli di testata
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
L'area in esame coincide con il cornicione roccioso che
delimita a monte la zona di intervento (Vedi
prospetto).
E’ costituito da un’importante bancata di calcarenite che è a tratti segnata da
discontinutità ricadenti nelle famiglie individuate nella relazione geologica.
Si possono generare dei cunei che possono degradare nel tempo, anche a causa
della demolizione parziale del piede in seguito dalla riprofilatura con
esplosivo.
Per questi blocchi sono state individuate delle chiodature puntuali da eseguirsi
con barre in acciaio Feb44K.
Il ripristino della viabilità stradale comprende tre diversi interventi:
1. Ripristino del muro di sostegno a valle strada;
2. Demolizione della barriera ammalorata e sua sostituzione;
3. Rifacimento del manto d’usura e sistemazione della cunetta di monte.
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